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PENSIERO LIBERO
Era un mese che aspettavo pazientemente sperando di sentirti dire al più presto quelle parole….
Per certi tratti mi sembrava di ricadere nelle situazioni passate, di sentire tutto troppo mio, troppo definito anche se non lo era affatto.
Questa volta avevo una sorta di certezza che pervadeva i miei pensieri, un piccolissimo e sottilissimo filo di speranza per tornare a credere che non sempre deve andare male nella vita.
Lunghe telefonate, incontri clandestini dietro a un monitor io qui, tu lì….chissà dove, chissà come.
Sapevo poco di te troppo poco per quello che iniziava a legarci, ma spontaneamente abbiamo cominciato a domandarci le cose più disparate e ti sentivo ogni istante più vicina a me ogni istante più mia.
Un giorno mi dicesti che di lì a poco saresti dovuta partire: una vacanza riposante con la tua famiglia….quante volte mi dicesti e mi scrivesti che mi avresti voluta lì con te.
Ancora telefonate, sorrisi, i tuoi occhi erano i miei e i miei erano i tuoi, per sentirci più vicine ci descrivevamo ogni minimo dettaglio della nostra vita quotidiana.
E’ come se ci fossi stata anch’io su quell’isola con la tua famiglia, il cagnolino che ti veniva a trovare di sera mentre parlavi con me e stavi in disparte, il mare, la spiaggia….li ricordo come se li avessi vissuti davvero.
In certi momenti la mia mente si lasciava cadere alla paura, si faceva sconfiggere dai pensieri, la mia famiglia e la tua, che avrebbero detto? Che avrebbero fatto?
Ma la voglia di imparare a conoscerti era sempre più forte, ogni istante che passava ogni parte di te che mi regalavi ti rendeva sempre più affascinante ai miei occhi.
Dovevo sapere tutto di te, dovevo sentirti qui, accarezzarti dolcemente, sentire i tuoi capelli sotto il palmo della mia mano, il profumo della tua pelle, il sapore delle tue labbra.
Decidemmo di incontrarci, di vedere che impressione ci saremmo fatte.
Ero terrorizzata all’idea di non piacerti e all’idea che il tuo modo di essere fosse diverso in realtà.
Mi spaventava dover buttare tutto per qualcosa che qualche tempo prima mi aveva fatto cancellare mesi di legame. Ma sentivo ancora e sempre più forte quella piccola sensazione che mi diceva che sarebbe stato diverso…. E così fu!
Era tutto programmato, il tuo arrivo la mia partenza da casa per venirti a prendere, come al solito esagerai con gli orari, arrivai in stazione quasi mezz’ora prima e tu eri ancora lì, dietro a un piccolo schermino a cristalli liquidi, chissà come, chissà dove….
Controllai e ricontrollai il binario del tuo treno, quando il tempo si fece vicino al nostro incontro decisi di sedermi. Scelsi al panchina sotto l’orologio, ero lì, nascosta dietro un paio di occhiali da sole che mi rendevano più forte, che nascondevano la mia anima, quello che sentivo….ma decisi che non era giusto celarti quello che sentivo, le mie paure, la mia emozione, tolsi gli occhiali e li misi al colletto della maglietta Lee che indossavo.
A un certo punto quella voce della stazione che avevo sempre odiato, che mi aveva sempre dato tanto fastidio annunciava il tuo arrivo….sì il tuo , perché del resto del treno non me ne fregava niente l’importante era averti lì con me.
Vidi il treno spuntare con la sua motrice sui binari, il cuore si fermò per un attimo poi tornò a battere forte, mi sembrava stesse scoppiando….il treno fermò la sua corsa, era giunto il momento di vederti, il nostro primo momento.
Non sentivo più niente, neanche i battiti del mio cuore che erano talmente forti da essere impercettibili, cercavo con lo sguardo fra le centinaia di persone …finalmente i miei occhi erano su di te.
Ricordo il tuo sorriso, il mio, ti avvicinasti a me posasti il tuo borsone a terra e mi abbracciasti….finalmente eri lì fra le mie braccia e io fra le tue, finalmente eravamo noi.
Non dimenticherò mai quell’abbraccio, le sensazioni che provai sfiorando la tua testa col palmo della mia mano, non dimenticherò mai il tuo sguardo un po’ perso un po’ intontito un po’ stranito da me, dalla mia città, dal fatto che eravamo davvero insieme.
Eccomi ancora qui…io il mio monitor, i miei pensieri e la sua voce che mi tiene compagnia.
E’ difficile in certi casi rendersi conto di quanto si possa essere fortunati.
Spesso mi chiedo se quello che sto facendo sia giusto o meno; se devo davvero affidare la mia vita ai sogni ad occhi aperti…che si chiudono ermeticamente non appena vedono la realtà, quella vera, quella che fa si’ che il mio essere sia una vergogna per mia madre.
Ho paura lo ammetto, ho tremendamente paura che tutto quello che ho immaginato per il mio avvenire possa crollare, ho paura di ritrovarmi sola con un unico compagno di vita che piano piano mi uccide.
E’ confusione: le persone che sanno i miei progetti e cercano di tenermi ancorata alla mia realtà di oggi…
Non capiscono. Non sanno cosa significa cercare disperatamente due occhi e poterseli solo immaginare; non sanno come ci si sente a ricercare un abbraccio che non si può ricevere; non sanno cosa vuol dire fingere, mentire, avere due identità per non turbare chi non capisce.
Non capiscono tutto questo e mi vogliono insegnare a vivere.
Forse alcuni sono gesti di semplice tutorato nei miei confronti; ha paura per me e per il mio avvenire, ha paura di perdermi di nuovo….non so.
Ho deciso.
Turberò l’esistenza di almeno uno dei membri della mia famiglia. La vittima e’ stata scelta….mio fratello.
Lui non si sconvolge a sentire parlare di quelli come me, non gli fa più nessun effetto…spero che la mia rivelazione non lo faccia star male.
E’ questa la mia unica preoccupazione: ferire la mia famiglia.
Vorrei fare un lungo viaggio…vorrei scappare da tutto e da tutti risvegliarmi fra 50 anni, sentirmi a mio agio, poter vivere per come sono senza dover nascondere la mia anima, senza aver paura di far schifo a chi mi ha dato la vita.
Ci ho pensato milioni di volte alle parole di mia madre; il riassunto ultimo di tutti i nostri discorsi e’ che non ci capisco niente…cambia opinione ogni 3 secondi, ma i suoi dubbi si fanno sempre più forti e io sono sempre più debole.
Ho deciso di non lottare contro di lei.
Se vorrà intuire, capire, averne la certezza…..faccia pure, non opporrò nessunissima resistenza.
Se mi vorrà cancellare, se deciderà di vergognarsi di me e di annientare quello che sente per me, non le dirò niente in contrario.
Sara’ una sua scelta, sua e di chi sposerà la sua causa.
D’altronde capisco che per la sua educazione l’unica cosa che può fare senza ferirmi troppo e’ provare un po’ di compassione per me.
Mi sono chiesta miliardi di volte come sia possibile per una madre dire :”mi vergogno di te perché sei cosi’”….continuerò a chiedermelo aspettando di sentirmelo dire anche da lei.
Lo farà, la conosco, probabilmente mi caccerà di casa non sapendo della mia forza, non sapendo che non sarò sola a lottare, ma che di gente che mi vuole bene per come sono davvero ce n’è tanta.
Non sa che un allontanamento potrebbe essere definitivo, almeno dal punto di vista fisico…indubbiamente in casa non ci tornerei più; per quel che riguarda i sentimenti sono coerente con me stessa e non dirò mai di non amare chi mi ha dato la vita e chi e’ cresciuto con me.
Pausa…due lacrime scendono giù dagli occhi.
Le asciugo…
Respiro.
Torno alla mia doppia vita!
Marisuzz
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