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Clutter e Feng-Shui
[Lucia
Larese: Dottoressa, esperta in spaceclearing, Roma]
Secondo una recente indagine fatta negli Stati Uniti, le persone
usano soltanto il 20% delle cose che possiedono e che occupano
armadi e ripostigli. L'80% restante è 'clutter'.
Letteralmente 'clutter' in inglese indica ''accumulo, ingombro,
disordine, confusione''. In altre parole, identifica tutte quelle
cose superflue, che non ci piacciono, ingombranti che vengono
conservate con cura ma senza una ragione particolare e dalle quali
spesso si riesce a separarsi soltanto con un grande sforzo. Come
un bagaglio in eccesso che, oltre a riempire e invadere il proprio
spazio fisico, si trasforma ben presto in una zavorra emotiva da
cui è difficile liberarsi.
Quali gli effetti del clutter? Abbassa la vitalità e più a lungo
viene trattenuto più inciderà sulla nostra vita. Agisce, inoltre,
da freno e impedisce alla nostra energia di scorrere liberamente.
"Se avete delle cose che non vi piacciono o non vi servono,
disfatevene e vi sentirete più leggeri nel corpo e nella mente e
la vostra vita comincerà a muoversi" - consigliano gli esperti. In
Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia l'eliminazione del clutter,
della zavorra, fa parte dei programmi di personal coaching
(letteralmente consulenti personali) che insegnano come
riorganizzare la propria vita in modo più efficiente e razionale e
raggiungere i propri obiettivi personali, fugando ansia, insonnia,
senso di affaticamento, spesso derivanti dall'insoddisfazione
personale.
Accumulare e farsi invadere dalle cose inutili è sintomo di una
tendenza, più o meno cosciente, a non lasciare andare il passato
in una sorta di ''ritenzione emotiva'' che a volte ha
ripercussioni anche sul piano fisico e che ci impedisce di
affrontare i cambiamenti e liberarci da idee, problemi, relazioni
che appartengono ad una fase della vita ormai superata.
Secondo K. Kingston che ha scritto il libro 'Clear your clutter',
noi siamo connessi a tutto quello che possediamo da sottili fili
di energia. Quando in casa ci sono soltanto le cose che si amano o
si usano, la casa stessa diventa una fonte incredibile di sostegno
e nutrimento. Spesso le persone sabotano inconsapevolmente i
loro risultati e mettono a rischio il loro successo. Semplicemente
perché non hanno chiarezza nelle loro intenzioni. Se si
elimina il clutter senza aver pensato a quello che si vuole venga
a riempire la casa sicuramente si otterranno dei risultati ma, con
il passare delle settimane, lo spazio comincerà a riempirsi con lo
stesso genere di roba inutile che c'era prima.
Nel Feng Shui, ad ogni zona della
casa corrisponde un'area della nostra vita. Se il clutter, ovvero
gli accumuli si concentrano nelle aree che, secondo i principi del
Feng Shui, sono legati alla carriera, al lavoro, ai rapporti di
coppia e alla prosperità allora potrebbero sorgere problemi seri!
Se comprendiamo dove accumuliamo il clutter, possiamo vedere con
occhi nuovi la nostra casa e individuarne, grazie al Feng Shui, i
punti deboli, i punti intasati che, con tutta probabilità, hanno
effetto sulla nostra vita, fino a bloccarla.
In ogni casa ci sono zone a rischio a cominciare dall'entrata,
troppo spesso intasata da cose di vario genere, ombrelli,
cappotti, adesivi con i messaggi più disparati appiccicati sulla
porta. Sotto il letto, invece, le cose accumulate hanno il potere
di influire sulla qualità del riposo e della vita onirica, mentre
ammassare oggetti in cima agli armadi è sintomo di problemi
irrisolti che incombono sopra la testa.
''Non si sa mai - potrebbe tornare utile!''
"E' come nuovo!"
"E' costato una fortuna!"
Se una di queste frasi vi viene in mente, quando state decidendo
sulla sorte di un oggetto - se resta o verrà buttato - state
certi: si tratta di clutter! Fatevi coraggio e buttatelo senza
rimpianti. Spesso, infatti, trasferiamo sulle cose che teniamo -
magari gelosamente da anni, senza mai usarle una sola volta -
vincoli di tipo psicologico o paure di cui non siamo nemmeno
consapevoli. Gli insicuri tendono a circondarsi di cose inutili,
per trarne un senso di identità e di appartenenza. Le persone
morbosamente attaccate al passato, che hanno paura ad abbandonarsi
allo scorrere della vita ed affrontare i cambiamenti tendono a
trattenere vecchi ricordi (dai peluche dell'infanzia ai biglietti
aerei usati o gli scontrini di spettacoli di anni addietro). I
depressi, infine, tendono ad accumulare roba sul pavimento, come
un peso che li immobilizza e li spinge verso il basso.
Qualcuno potrebbe obiettare che nei libri antichi di Feng Shui non
si parla affatto di clutter! Dobbiamo certo pensare che il Feng
Shui è nato 4000 anni fa e si è sviluppato in epoche in cui gli
oggetti erano pochi, creati manualmente, caricati dell'energia di
chi li realizzava e rispondevano a requisiti di utilità specifica.
Allora non esisteva il consumismo e l'uomo non era certo vittima
della pubblicità martellante, creatrice sia di nuovi bisogni sia
di nuove risposte ai bisogni medesimi. Sulla casa oggigiorno si
trasferiscono spesso desideri e aspettative inconsce di una vita
più armoniosa ed appagante, più consona al nostro sentire.
Un'indagine americana sui consumi ha, di recente, rivelato che gli
acquisti delle donne per la casa hanno superato quelli per
l'abbigliamento e tali acquisti sono spesso fatti per colmare un
vuoto affettivo o interiore.
Il Feng Shui ci offre una chiave di lettura e uno stimolo per
stabilire un collegamento con l'ambiente energetico che ci
circonda e riportare la sacralità nella nostra vita. Nella nostra
epoca l'oriente guarda all'occidente in cerca di materialismo e
pragmatismo mentre noi occidentali guardiamo a loro per la
spiritualità della loro cultura: in questo caso, il Feng Shui può
rappresentare un ponte fra materialismo e spiritualità, fra
oriente e occidente! In questa visione allargata, una comprensione
del clutter, in tutte le sue sfumature, ci può aiutare a leggere
la nostra casa come specchio di noi stessi, delle nostre emozioni,
delle nostre esitazioni e dei nostri successi, aiutandoci a fare
un viaggio dentro noi stessi e mantenere viva la consapevolezza
che gli oggetti sovente sono una proiezione dei nostri bisogni,
delle nostre paure, delle nostre aspirazioni.
Noi tutti siamo ben consapevoli che viviamo grazie al metabolismo
del corpo (metabolismo fisiologico)! Forse abbiamo una minore
consapevolezza di quello che potrebbe essere definito
''metabolismo delle cose'' che entrano a far parte della nostra
vita ma che, per poter vivere bene, devono necessariamente anche
uscire da essa. Gli oggetti sono dunque pura energia in transito
e, in senso lato, possiamo pensare a noi stessi come uomini "in
transito su questo pianeta'' che hanno, in questa vita, ''un
corpo in affitto'.'
Un pensiero di Krishnamurti - che ci fa approdare su sentieri
diversi da quelli da cui siamo partiti ma è adatto a stimolare
ulteriori riflessioni - afferma: ''senza ordine e senza una
profonda comprensione del disordine - dalla quale automaticamente
scaturisce l'ordine, - non ci può essere amore".
* * *
''Che cos'è il disordine? Quando la mente comprende
profondamente, interiormente, cosa crea il disordine da questa
intuizione, da questa consapevolezza, da questa osservazione si
crea naturalmente l'ordine. Non si tratta di tracciare un modello
precostituito di ordine, un'idea a cui tutti siamo stati educati,
un modello presentato dalle religioni o dalle culture che cos'è
l'ordine o cosa dovrebbe essere. La mente ha cercato di adeguarsi
a un nuovo ordine che fosse culturale, sociale, legale o
religioso: ha cercato di adeguarsi ai modelli stabiliti dalla
società, dai politici, dagli educatori. Questo non è ordine,
perché implica conformismo e dove c'è conformismo c'è disordine.
Dove c'è contrapposizione, competizione con gli altri, paragone
con gli altri c'è disordine.
Il disordine nei rapporti rivela che non c'è amore e questo
disordine c'è finché c'è conformismo. La mente che ha visto
l'enormità del disordine perviene ad un ordine che è virtù e che
quindi è amore. Sta a noi metterlo in pratica nella vita. Se non
viviamo così saremo sempre infelici, schiavi del disordine sociale
e trascinati dalla corrente. Solo chi esce da questa corrente sa
cos'è l'amore, che cos'è l'ordine."
(J.Krishnamurti - Sull'amore e
la solitudine - Madras 16 dicembre 1972)
Cristiana S.
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