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MAGIA
FORTUNA E SUPERSTIZIONE
LA MAGIA DELLE CANDELE
LA MAGIA DELLA LUNA
MALOCCHIO: SUPERSTIZIONE O REALTA'?
STREGHE
IL SABBA (Prima Parte)
IL SABBA (Seconda Parte)
IL SABBA (Terza Parte)
IL SABBA (Quarta Parte)
IL SABBA (Quinta e Ultima Parte)
LA STORIA DEL VUDUISMO
ERZULIA: LA DEA DEL SESSO
Da che mondo in mondo l'uomo è sempre stato
affascinato dalle forza occulte che, forse più delle preghiere e
dei presunti miracoli, arrivano allo scopo.
La credenza nella magia e nella stregoneria è diffusissima in
tutta l'Africa, dove qualunque ferita o sventura che non abbia una
causa semplice ed evidente è passibile di essere ascritta a uno
spirito o alla magia nera.
Tutto questo ha il vantaggio non solo di fornire una spiegazione
per le sofferenze immeritate e la sfortuna, ma provvedere anche al
rimedio delle stesse.
Uomini e donne della medicina, maghi o guaritori, sono a
disposizione per preparare contropozioni, e in una società
convinta che la magia funzioni davvero, tutto questo può anche
dare buoni risultati. Le storie di squadre di pallone africane che
hanno al loro seguito non solo l'allenatore, ma anche lo stregone,
sono innumerevoli.
E' comunque possibile, in certi casi, che l'efficacia della magia
africana sia il prodotto di reali poteri psichici.
La magia viene usata quale sanzione contro il crimine e il
comportamento antisociale, come dimostra un caso accaduto
recentemente in una stazione di autobus nella città di Chingola,
nello Zambia. Una banda di quattro malviventi scippa un uomo
anziano e scappa con i suoi soldi; il vecchio grida che faranno
meglio a restituirgli il denaro o se ne pentiranno, poi prende la
pompa di una bicicletta e un tubo che aveva in una borsa e
comincia a pompare aria. Subito dopo i quattro cominciano a
sentirsi l'addome gonfiarsi in modo spropositato; tornano allora
indietro e riconsegnano i soldi al vecchio che getta via il tubo.
Come per magia, lo stomaco dei quattro furfanti ritorna alle
dimensioni normali.
In Africa la gente è convinta che le streghe e gli stregoni
abbiano dentro di se un'incontrollabile forza demoniaca che nuoce
alle altre persone. Maghi e streghe ricorrono anche a formule
magiche, incantesimi e ammaliamenti per preparare pozioni
destinate alle persone, alle loro famiglie, ai loro animali e ai
loro raccolti. Le accuse di stregoneria di solito scaturiscono da
tensioni tra famiglie e vicinato nelle piccole comunità: qui, la
paura di essere accusati, è un fattore sufficiente a far sì che le
persone si comportino le une con le altre in maniera più
rispettosa di quanto sarebbe altrimenti. Quando viene identificato
un caso di stregoneria, per scoprire chi sia la strega, viene
interpellato un medium, un indovino o un esperto che consulta gli
spiriti degli antenati o utilizza il metodo del vaticinio.
Gli Azande del Sudan, per esempio, facevano mangiare del cibo
avvelenato a un pollo, poi pronunciavano a uno a uno i nomi delle
persone sospettate dalla vittima della stregoneria: se il pollo
vomitava il veleno, la persona era innocente, se moriva era
colpevole.
Nelle fitte giungle del Congo, invece, la pozione avvelenata, non
sufficientemente forte da essere letale, viene fatta bere
direttamente ai sospettati, le cui reazioni vengono interpretate
da un esperto come prove della loro colpevolezza o innocenza.
Certe volte vengono addirittura fondate delle società segrete che
hanno il compito di fiutare le streghe diaboliche. A seconda delle
circostanze, l'accusato di stregoneria può essere affidato
all'uomo della medicina o condannato a morte.
Ancora oggi tra gli Xhosa del Sudafrica si verificano casi in cui
persone sospettate di praticare la magia nera vengono bruciate
vive. I Sotho, stanziati intorno a Lebowa, sempre in Sudafrica,
interpellano un Inyanga, o indovino, per identificare le streghe,
che possono poi essere picchiate, espulse dalla comunità,
bastonate o lapidate.
Nel 1990 - 19991 si sono verificati numerosi episodi di questo
tipo e si è fortemente sospettato che alcuni giovani attivisti
politici sfruttassero le accuse di stregoneria per sbarazzarsi dei
più anziani avversari conservatori.
A Lomè, nel Congo, c'è un famoso mercato dei feticci dove si
possono acquistare formule magiche, intrugli medicamentosi e
materiale da magia in genere, denti di facocero, teschi di uccelli
e scimmie, aghi di porcospino e ossa di tutti i tipi e in tutte le
condizioni.
Feticcio, termine poco gradito dagli antropologi, deriva da una
parola portoghese usata indiscriminatamente dai primi esploratori
delle coste occidentali africane per indicare una formula magica
portafortuna o un'immagine religiosa. Un feticcio è un oggetto che
si ritiene abbia poteri magici che proteggono chi lo possiede e
tengono lontano il male. Si può trattare della testa di un
serpente o di una collana di denti di animale, di un pezzo di
ferro o di acciaio, oppure di una statuetta. Le statue delle
divinità o di altri spiriti appartengono invece a una categoria
differente e più seria.
Certi feticci vengono infilzati con degli spilloni per sfruttare i
poteri magici del ferro: i fabbri, che lavorano con il ferro, sono
considerati dotati di poteri sovrannaturali. Tra i Senuofo di Koni,
nella Costa d'Avorio, per esempio, sono i fabbri a occuparsi dei
funerali, perchè i loro poteri magici li proteggono dagli spiriti
cattivi. Molti africani si portano in giro, legata al collo o
intorno alla vita, una piccola borsa contenente oggetti rituali e
protettivi, mentre altri li tengono invece in casa.
Hollen, un canonino agostiniano che scrisse verso la fine del XV
secolo, affermava di conoscere personalmente una donna che era
un'esperta praticante di fattucchieria sessuale. La conoscente di
Hollen, che era probabilmente una levatrice che per denaro faceva
incantesimi per alcuni suoi clienti, era stata assunta da qualcuno
per provocare con la magia la separazione di una coppia sposata:
presumibilmente il cliente era l'amica del marito o l'amante della
moglie.
La strega cominciò con lo strivere strani caratteri e parole pie
su pezzi di carta che fece cucire da marito e moglie nei
rispettivi abiti. Sembrerà strano, ma probabilmente la strega
disse alla coppia che stava dando loro talismani che gli avrebbero
assicurato fortuna. Qualcunque fosse la verità, gli amuleti non
ottennero lo scopo e allora la fattucchiera fece ricorso a una
magia più potente: comprò una gran forma di formaggio, incise
simboli mistici sulla crosta, e la diede in ragalo alla coppia.
Sarà stato che alla coppia non piaceva il formaggio o che il
secondo incantesimo fu inefficace quanto il primo, comunque andò a
finire che la coppia rimase in ottimi rapporti. A questo punto la
strega abbandonò la fattucchieria pura, la manipolazione di
sostanze materiali o di oggetti per scopi magici e intraprese
peccaminosamente la latria, uccidendo un pollo nero e offrendone
metà a Satana, con concreti riti sacrificali, cuocendo l'altra
metà e fornendola alla coppia sposata. E ottenne lo scopo che si
era prefissato. Infatti, da allora, sorse tra marito e moglie
l'odio più profondo, tanto che non poterono più sopportare il solo
guardarsi.
Un certo fascino, per alcuni scrittori rinascimentale di
stregoneria, sembra essere destato dal fatto che le streghe non
fossero soltanto capaci di provocare magicamente l'impotenza
maschile, ma anche di causare l'opposto, uno stato di erezione
continua, il cosiddetto priapismo. E infatti i loro ritratti sono
pieni di storie di ogani maschili tumescenti, di falli eretti in
modo sproporzionato e di possenti eiaculazioni. Nella maggior
parte erano storie indecenti e oscene che oggi definiremmo
pornografiche.
Tali storie non possono comunque essere scartate totalmente come
fantasie sessuali maschili. Forse alcune streghe conoscevano
droghe pericolose, come la cantride o il peyote, che possono
uccidere o produrre un'erezione duratura.
Con la magia, dipendentemente dall'impiego fattone, si possono
trarre anche tanti benefici.
Anche chi ha Fede può fare della magia. Non c'è contrasto fra
questa e quella se l'animo è puro, poichè nell'Universo è tutto
predisposto da una Volontà superiore volta alla salvezza
dell'uomo.
Gloria
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