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IL SABBA (Prima
Parte)
Satana non odia soltanto la virtù degli uomini e l’amore di Dio,
ma anche, e con lo stesso impegno, la noia e la solitudine. Egli
ama riunirsi con i suoi discepoli in terribili feste clandestine,
che attizzano lo spirito del male, come le cerimonie religiose
ravvivano il desiderio del bene.
Queste assemblee notturne, orgie solenni, sono chiamate Sabba
(dall’ebraico Shabbat, giorno sacro di riposo), perché si svolgono
nella notte tra il venerdì ed il sabato. Stregoni, streghe ed
altri amici dichiarati dal Principe delle Tenebre vi sono
invitati. Ma chiunque intendesse rinnegare Dio e volesse farsi
ribattezzare da Satana vi troverà, di diritto, accoglienza. È
questa la festa del Diavolo e del Male: lì ognuno capirà
naturalmente se c’è un posto che lo attende all’inferno. Ognuno
saprà precisamente, anche senza aver siglato alcun patto
infernale, se l’idea di abbandonarsi anima e corpo alla bestemmia
e allo stupro sfrenato, gli procuri piacere o dolore.
Il Diavolo personalmente comunica gli inviti agli interessati, con
alcuni giorni di anticipo. Ma più che di inviti si tratta di
convocazioni, infatti il Sabba è per i suoi seguaci obbligatorio
come la messa per i fedeli. Esimersene potrebbe avere conseguenze
gravi perché l’assenza dispiace terribilmente al Maestro.
I veri stregoni e streghe hanno impresso sul corpo un marchio
satanico indelebile, che li avverte della imminenza del Sabba
tramite una penosa sensazione interna. Per quanto riguarda gli
altri invitati si producono stranamente, nelle ore precedenti alla
riunione, diverse specie di fenomeni premonitori, più o meno
percettibili ai comuni mortali: colpi di gong provenienti da
nessuna parte, apparizioni di animali nel cielo, visite a
domicilio di rospi e di gatti neri puzzolenti, ventate di caldo in
giorni freddissimi, venti gelidi in piena canicola, odori di
zolfo, allucinazioni erotiche, ed altre bizzarre manifestazioni, a
volte prodigiose, a volte ignobilmente assurde.
Poco prima dell’inizio, conviene consumare certe pozioni
maleodoranti, preparate segretamente per la circostanza, da
qualche stregone o strega di fama. Puntualmente ci si mette in
marcia, ma è raccomandato di sonnecchiare prima, per qualche
istante, come un buon cristiano che si prepari a dormire il sonno
giusto.
La maggior parte dei partecipanti si reca al luogo del Sabba per
via aerea. Per vincere, a colpo sicuro, la pesantezza del corpo,
basta spalmarsi le orecchie, il fondo della schiena, il palmo
delle mani, l’interno delle cosce e la pianta dei piedi, con un
unguento fatto di ostie consacrate, macerate in un intruglio di
polvere d’ossa di cristiano impiccato e di sangue di bambino non
battezzato.
Le streghe cavalcano il loro manico di scopa, unto di grasso di
bambino ed escono di casa dal caminetto. Delle candele accese
piantate nella paglia della scopa, di cui non una fibra deve
incrociarsi, mostrano il sentiero nella notte, come un fascio di
stelle filanti, che convergono verso il luogo del Sabba.
Ma il Diavolo ha mandato a cercare tutta la sua gente da una
squadra volante di servitori, trasformati in asini neri o in capri
vestiti di abiti bianchi, e perfino in cani a due teste o in ragni
di mare giganteschi.
Alcuni invitati, trasformati essi stessi in animali per tutto il
tempo del viaggio, corrono sul suolo veloci come lepri, o volpi o
lupi che nessun ostacolo riesce a fermare. Altri infine sono
trascinati in un vortice di fumo di irresistibile potenza dentro
il quale non hanno che da lasciarsi trasportare.
Nessun si meraviglia di percorrere lo spazio a delle velocità così
elevate: delle distanze impressionanti sono coperte in poche
decine di secondi. A dire il vero, i sospirati piaceri del Sabba
non avrebbero niente di così infame e di così allettante, se
Satana non potesse compiere, da parte sua, tali prodigi. Che cosa
ci sarebbe di così strano nel fatto di volare in aria? Prima della
loro caduta i demoni erano d’altronde degli angeli. Molti di essi
hanno conservato le loro ali, forse orride, ma sempre efficaci.
Per volontà del Maestro, niente deve ostacolare il desiderio
sincero di assistere al Sabba. Così le persone sposate, che
vogliono andarci senza il partner, lasciano il posto nel letto
coniugale a qualche diavolo o diavolessa, dispensati dal Maestro
proprio per sostituire, durante la notte, l’assente consorte nel
suo ruolo…
L’arrivo di tutti gli invitati dai quattro angoli del cielo, ad
una velocità vertiginosa, è davvero impressionante. Il Sabba si
svolge sempre in un luogo appartato, vasto, selvaggio, desolato:
spiagge inaccessibili, foreste bruciate, vallate disseccate, lande
sperdute, paludi malsane, altopiani arroccati dove nessun essere
umano penserà mai di avventurarsi. A volte può capitare che venga
scelta una zona di ruderi antichi o di costruzioni megalitiche, da
cui ogni vita è scomparsa da tempi immemorabili, come sotto
l’effetto di una terribile maledizione. In ogni caso dopo non vi
crescerebbero più neppure le erbacce, tanta è la virulenza del
nuovo maleficio portatovi dalle sarabande infernali di una notte
intera.
Improvvisamente si trovano riunite, in una contrada tragicamente
deserta sino a pochi istanti prima, parecchie centinaia di
“cattive” persone: a volte si arriva a parecchie migliaia. Benché
si venga da lontano, vi si può incontrare inaspettatamente qualche
parente, amico o conoscente. Per questo motivo si vedono numeroso
persone mascherate, travestite – il più delle volte inutilmente –
per paura di essere identificate troppo presto. Alcune persone
arrivano a piedi da una vicina borgata o dal convento della zona,
seguendo sentieri fuori mano per evitare di camminare insieme ai
vicini. Ma in capo a poche ore l’eccitazione raggiungerà un tale
livello che la rinunzia dell’anonimato e la provocazione a viso
aperto renderanno più piacevoli le oscenità!
Continua...
Gloria
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