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IL SABBA (Quinta
e Ultima Parte)
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PARTE
Dopo che il Maestro Leonardo ha dato il via al ballo, facendo
danzare il brando alla Regina del Sabba, si formano subito delle
indiavolate e grottesche farandole. Si danza ventre contro
schiena, schiena contro schiena, ventre contro ventre, uomo contro
uomo, donna contro donna. Gli abiti volano sopra le teste. I corpi
si aggrappano a ciò che capita a portata di mano. Il ballo del
Diavolo, si è presto trasformato in una mischia generale del
sesso, nella quale una madre non ritroverebbe i suoi figli. Più
precisamente, è addirittura raccomandato alla madre di eccitare il
figlio per la fornicazione. Tutte le perversioni, interdette dalla
morale religiosa e dai cosiddetti tabù sociali, trovano il
riconoscimento delle buone maniere in questa serata.
Maestro Leonardo vi si dedica personalmente con impegno e
lucidità. Lui solo conserva ancora le idee chiare, per prendere la
parola, al fine di esortare i suoi fedeli e sfrenati zelatori, se
ce ne fosse bisogno, all’incesto, alla sodomia, all’omosessualità,
al voyeurismo, alla masturbazione collettiva, ecc. Egli balza sul
podio, s’impossessa di un gong, e conduce personalmente la gran
cagnare libidinosa, il cui ritmo si fa più pressante. Le grida
rauche delle streghe si levano nella notte, sui corpi che
sobbalzano. Presto si è in un immenso baccano, che ritrova gli
accenti della vita selvaggia, quelli del sangue che martella le
tempie, quando il sesso e la violenza riprendono possesso
dell’uomo civilizzato. Tutti i corpi sono nudi, ma nessuno sente
il freddo della notte che volge al termine. Alcuni grappoli umani
rotolano nelle fiamme senza sentire le scottature. Delle ombre
azzurrognole, sanguinanti, livide si aggirano nel chiarore delle
torce, dei fuochi di legno resinoso, delle volute di gas e delle
prime luci dell’alba.
Quante ore ancora durerà il baccanale? Il tempo che scorre non ha
più significato alcuno. Il Sabba si svolge sempre in un luogo
strano, nello stesso tempo molto vicino e molto lontano, lì non
sembra si obbedisca più alle leggi delle dimensioni spaziali. Così
anche la durata del Sabba non sembra più potersi misurare secondo
un tempo umano!
Tuttavia, il primo canto del gallo che risuona all’aurora, simbolo
del rinnegamento di San Pietro ne segna la fine inesorabile. Con
la massima precipitazione, Leonardo colma una fossa con i suoi
escrementi. Ciascuno si spalma di essi in fretta, per preservarsi
da qualsiasi incidente durante il viaggio di ritorno. Tutto deve
scomparire, cose, bestie e persone. Anche le loro tracce, e
persino gli acri odori dell’orgia e delle stregoneria.
All’apparire del giorno, il Regno delle Tenebre ed il suo Principe
malefico sono in pericolo di disintegrazione pura e semplice.
Ed il Sole sorgerà su un paesaggio morto, la cui cenere sembra
secca e ghiacciata come la carne del Diavolo, che si è eclissato.
Tuttavia egli ritornerà. Egli rinasce sempre dalle sue ceneri nel
cuore delle Creature di Dio. Lo scorrere dei giorni e le relazioni
umane faranno aumentare il desiderio del male.
Il Sabba ricomincia sempre.
Durante tutto il Medioevo fino alla fine del XVII ed inizio del
XVIII secolo, in Germania, Francia, Italia e Spagna gli stregoni,
ma soprattutto le streghe, furono perseguitati, temuti e
condannati.
L’opinione pubblica religiosa e laica riteneva che le punizioni
più gravi le avrebbero subite nell’eternità. Si raccontava che
spesso si erano visti diavoli mentre si impadronivano di una
strega, allo scadere del patto stipulato, per condurla
all’inferno. Ma gli uomini, nonostante la loro fede, avevano una
limitata fiducia nell’efficacia delle punizioni inflitte dai
demoni in paragone a quelle che potevano essere inflitte
nell’immediato. Cosicché essi ritenevano più sicuro anticipare i
tormenti dell’eternità con quelli più concreti di questo mondo.
Tra il XV ed il XVII secolo innumerevoli streghe furono processate
e condannate in Europa per delitti impossibili, fantastici e
“diabolici”. La persecuzione fu dissennata, selvaggia e delirante.
I documenti degli interrogatori mancano di obbiettività, furono
scritti dai persecutori e rivelano un legame tra il persecutore e
la vittima. L’influenza è reciproca; l’inquisitore e la vittima
sembrano travolti da un delirio fantasmatico che lascia il lettore
perplesso e disorientato. Inoltre si creò nell’opinione pubblica
uno stato di psicosi che, anziché minimizzare quello che era il
problema della magia, della stregoneria e dello spiritismo, non
fece che accentuarlo e metterlo in evidenza.
L’intolleranza appartiene a tutte le epoche ed i seguenti stralci
di grandi processi dimostrano che essa affonda le radici
nell’inconscio dell’umanità…
Fine...
Gloria
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