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LOCHNESS: PRIMA
PARTE - L'ENIGMA
Nella regione scozzese del Loch Ness, antiche leggende parlano dell'esistenza,nelle acque oscure e profonde del lago, di misteriose creature. Ma si tratta veramente solo di leggende?
Il Loch Ness è il più vasto lago d'acqua dolce della Gran Bretagna: lungo 40 chilometri, largo due, ha una profondità media di 150 metri, ma con abissi che toccano i 300. Quest'enorme massa d'acqua (66 milioni di metri cubi circa) da una parte comunica con l'oceano attraverso il Canale di Caledonia, e dall'altra con il Mare del Nord, per mezzo del fiume Ness. Come altri laghi, è nato in seguito a vari processi di erosione alla fine dell'ultima era glaciale, cioè circa diecimila anni fa.
La temperatura del Loch Ness è bassa (dai 6 ai 7 gradi nelle maggiori profondità), ma costante al punto che non ghiaccia mai. Le acque sono scure, a causa della presenza di particelle di torba in sospensione: già a dieci metri dalla superficie, la visibilità è pressochè nulla.
Le prime rilevazioni barimetriche dei laghi scozzesi iniziarono alla fine del XIX secolo e, già allora, si sperava di giungere molto presto alla soluzione del mistero del Loch Ness e, con esso, alla fondatezza (o meno) delle tante tradizioni legate all'esistenza di spaventosi animali subacquei.
Nelle leggende nordiche, infatti, i mostri marini ricorrono molto frequentemente: numerose riferiscono di creature con il collo lungo e il dorso convesso. In Irlanda si parla molto di Kelpy ('cavalli di mare') nella regione dei lough di Connemara.
Il primo 'rapporto' in cui ci si diffonde sull'apparizione di una strana creatura sul fiume che sfocia nel Loch Ness risale all'anno 565 della nostra era. In seguito le testimonianze restano legate a superstizioni locali, fino al XIX secolo, quando alcuni aristocratici a caccia nelle Highlands affermano di aver avvistato all'alba esseri aventi qualcosa di simile a una 'testa equina'.
Contemporaneamente, i marinai che battono queste coste selvagge riferiscono dell'esistenza di 'mostri marini' identici a quelli che sembrano abitare i laghi.
Nel 1933 viene costruita una strada panoramica lungo la riva settentrionale del lago: i visitatori cominciano ad affluire nella regione e prendono quindi ad aumentare le testimonianze di 'apparizioni' di mostri. Il primo articolo importante su questo argomento è pubblicato sull' Inverness Courier del 14 aprile 1933: in breve, 'il mostro del Loch Ness' diventa oggetto di curiosità giornalistica.
All'epoca, non esistono ancora sonar e scafandri autonomi. I biologi si accontentano si studiare gli animaletti e le alghe microscopiche del lago. Ma già si comincia a tentare con ogni mezzo di verificare se l'animale favoloso viva realmente in quelle acque torbide: a questo scopo viene fotografato ogni minimo movimento della superficie del lago.
L'autosuggestione spiega molte 'prove'. La natura stessa del lago non aiuta certo i ricercatori: le acque sono spesso calmissime, la superficie liscia come l'olio, ma le rive scoscese proiettano ombre inquietanti. Abbondano le illusioni ottiche e, un uccello, un ramo o, la scia lasciata da una barca, bastano a produrre effetti sorprendenti. Malgrado tutto, al Loch Ness Investigation Bureau sono state registrate migliaia di testimonianze oculari veramente inquietanti. Molte sono estremamente particolareggiate: la creatura osservata avrebbe un collo lungo, a volte eretto, gobbe sul dorso e si sposterebbe da un punto all'altro con grande rapidità.
A questo punto ci sembra interessante una curiosità oramai dimenticata. Agli inizi del 1959, l'ex corrispondente da Londra di un quotidiano milanese, confessò di aver inventato, nell'agosto 1933, il mostro di Loch Ness e di avere anche spacciato, a sostegno dei suoi racconti, un abile fotomontaggio.
A minare le attendibilità di questo racconto concorrono ovviamente le notizie cui abbiamo accennato e il fatto che dal 1925 il misterioso figlio degli abissi venne avvistato a più riprese.
Lo studente universitario Arthur Grant lo vide, vicinissimo, in una notte di plenilunio del 1934. "Qualcosa si levò dalle acque e venne verso di me" egli disse. "La sua testa ricordava un cono tronco e l'essere sembrava spostarsi con movimenti laterali di un paio di pinne posteriori e membranose, che potei distinguere bene. Il suo collo era serpentiforme, ma quelli che più mi impressionarono, furono gli occhi: occhi larghi, pieni, incassati nel capo. Le grandi mandibole dell'animale avrebbero potuto reggere benissimo un agnello o una capra; la sua pelle, fra il grigio scuro e il nero, luccicava, simile a quella delle balene". Il 'rapporto' di Grant fece la fine di tanti altri: venne archiviato con un bel punto interrogativo.
Il primo 'cronista' delle apparizioni di 'Nessie' è considerato il comandante Rupert Gould. Nel 1034 Gould pubblicò The Loch Ness Monster (Il Mostro Di Loch Ness), avampando l'ipotesi che si trattasse di un esemplare isolato, rimasto intrappolato nelle acque del lago. In seguito, parecchi autori rifiuteranno questa spiegazione: numerosi testimoni affermano di aver osservato diverse strane creature contemporaneamente.
Gli scienziati dispongono anche di una certa quantità di documentazioni relative a fatti inspiegati, in particolare echi raccolti da sonar. Inoltre, hanno osservato che le apparizioni risultano essere più frequenti durante la stagione estiva, in particolare presso la foce dei vari fiumi che si riversano nel lago.
C'è anche il problema delle fotgrafie, vere o false, del mostro. In realtà, è molto facile eseguire fotomontaggi di figure dall'aspetto mostruoso su fondo chiaro. Inoltre, molti negativi, anche quando non sono manipolati in camera oscura, sono di pessima qualità, risultanti da una messa a fuoco precipitosa o dall'uso di un'ottica mediocre.
Le pellicole cinematografiche sono assai più difficilmente manipolabili e quindi viene dato loro maggior credito. Tra tutte, due sono veramente straordinarie.
Il primo film è stato girato da Tim Dinsdale, il 23 aprile 1960, presso la foce del fiume Foyers: vi si vede una gobba muoversi lentamente in lontananza, poi attraversare il campo della cinepresa prima di immergersi. L'analisi del film ha concluso che l'oggetto filmato doveva essere "probabilmente in movimento", che misurava circa 170 cm di larghezza e che viaggiava presumibilmente ad una velocità di 16 chilometri all'ora.
Il secondo film è di Richard Raynor, effettuato il 13 giugno 1967, al limite settentrionale del lago: vi si vede una scia, all'estremità anteriore della quale appare a volte un oggetto solido, anch'esso palesemente animato.
Solo a partire dal 1970 i ricercatori hanno iniziato a disporre di fotografie sottomarine, il che non rappresenta necessariamente un vantaggio, a causa delle acque fangose del lago. Le immagini più interessanti sono state ottenute avvalendosi di un apparecchio a scatto elettronico, su cui era montato un flash stroboscopico: si vede una specie di pinna, la quale non ha però niente a che fare con qualsiasi tipo di pinna che si conosca.
Altri sei negativi, ottenuti nel 1975 dal professor Robert Rines dell'Accademia delle scienze applicate di Boston, mostrano l'immagine di una 'cosa' ben diversa dallo scafo dell'imbarcazione al quale era stato attaccato l'apparecchio: una 'cosa' che è a tutt'oggi continuo oggetto di discussione tra i sostenitori dell'esistenza del mostro e gli scettici...
Continua...
LOCHNESS 1a Parte -
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LOCHNESS 3a Parte
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