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LOCHNESS: TERZA
PARTE - NESSIE
Se si esamina la densità del plancton del Loch Ness, viene il dubbio che la creatura del lago non possa averlo scelto come nutrimento. Come tutti gli specchi d'acqua molto profondi, infatti, il Loch Ness è caratterizzato da una relativa sterilità.
Inoltre, gli animali che fanno del plancton la loro dieta abituale devono essere in grado di filtrarlo (molto spesso attraverso grossi fanoni, come nel caso dei cetacei), il che implica caratteri fisici completamente diversi da quelli che sembrano contraddistinguere il 'mostro' del lago scozzese: collo lungo e testa piccola.
Infine, per nutrirsi di plancton, un animale deve essere in grado di nuotare per un notevole tempo in superficie, dove il nutrimento abbonda: ma la maggior parte delle testimonianze raccolte su 'Nessie' parla della brevità delle sue apparizioni.
E' possibile che questa creatura si cibi di sedimenti organici di vario tipo? Ancora una volta bisogna tenere presente che gli specchi d'acqua freddi come il Loch Ness ne sono generalmente privi.
Per nutrire sufficientemente 'Nessie', non rimane altro che il pesce: dunque quel salmone migratore che abbonda in Scozia. Ma, a quanto dicono i biologi, il lago sembra caratterizzato da una notevole sterilità, causata sia dalla sua posizione (la quale non gli consente di ricevre molta luce), sia da acque relativamente morte e da una quantità insufficiente di quel plancton che, insieme ai piccoli invertebrati di acqua dolce, costituisce l'alimento basilare dei salmoni e dei pesci della stessa famiglia.
Ma il 'mostro', se esiste, dovrà pur mangiare! Che cosa? Forse proprio i salmoni: ci consente di pensarlo una migliore conoscenza delle abitudini di questo pesce. Si sa che il salmone depone le uova nei fiumi che si gettano nel Loch Ness e che rimane in acqua dolce finchè non raggiunge un peso di 250 grammi. Sino a quell'età, non interagisce in nessun modo sul biotipo del Loch Ness.
Una volta toccato questo peso, il salmone si avvia verso il mare, ma dopo tre anni ritorna ai luoghi dove è nato per deporre le uova: allora arriva anche ai 18 kg, un peso che raggiunge al di fuori delle acque del lago. Dato che i salmoni praticamente non mangiano quando tornano a deporre le uova, l'equilibrio alimentare del Loch Ness è salvo: nè i salmoni giovani nè gli adulti in età feconda rischiano di turbare una catena alimentare già povera.
Molto spesso, le apparizioni del 'mostro' hanno avuto come sfondo le foci dei fiumi che si gettano nel Loch Ness, in un periodo che corrisponde alla risalita dei salmoni verso i luoghi in cui depongono le uova. A volte si è notato che certi salmoni battevano veri e propri record di velocità, che potrebbero essere spiegati, ad esempio, dalla necessità di sfuggire a un predatore sottomarino.
A piccoli passi, le ricerche proseguono: a tutt'oggi sappiamo che, se 'Nessie' e la sua famiglia esistono, devono essere provenute dal mare e che i salmoni costituiscono la base essenziale del loro nutrimento.
Ma come mai, nonostante tutte le ricerche intraprese, non si è mai riusciti a trovare resti di queste creature? La tradizione locale ha la sua risposta preconfezionata: il Loch Ness non restituisce mai i suoi morti, siano essi uomini o mostri.
Perchè? Innanzitutto a causa della temperatura bassissima delle sue acque: il freddo ritarda la decomposizione, il che permette alle anguille, abbondanti nel lago, di ripulire completamente i resti. Inoltre è stato osservato che molti animali anfibi hanno l'abitudine di inghiottire sassolini quando nuotano vicino alla superficie, dove la pressione delle acque non è sufficiente a mantenerli in immersione: questo fatto vale pure per molti altri laghi della Scozia.
Se anche 'Nessie' dovesse comportarsi così, il suo corpo dovrebbe colare a picco molto rapidamente dopo la morte. Sono già state intraprese operazioni di dragaggio e forse un giorno riusciremo a sapere qualcosa di più preciso.
Ammesso che esista, che genere di animale potrebbe essere 'Nessie'? Definirlo un predatore marino adatto all'acqua dolce e ai salmoni non ci sembra sufficiente. Gli zoologi non hanno previsto alcuna categoria precisa e le sue ipotetiche caratteristiche fanno di 'Nessie' un vero essere da favola.
Non è certamente un invertebrato, ma si può affermare con altrettanta sicurezza che non sia un anfibio? In effetti, gli anfibi non hanno la necessità di uscire spesso in superficie, vanno in letargo e si riproducono sott'acqua: ma non esistono e non sono mai esistiti (almeno per quanto a nostra conoscenza) anfibi marini. Sempre che 'Nessie' arrivi dal mare...
Quindi, non restano che tre ipotesi: si tratta di un rettile, di un mammifero o di un pesce. La prima è indubbiamente la più popolare, ma si scontra con diverse argomentazioni di carattere biologico. Anzitutto, la temperatura delle acque è troppo bassa perchè un rettile vi possa sopravvivere; in secondo luogo, un rettile sarebbe obbligato a emergere per respirare o a uscire dall'acqua per deporre le uova. Non dimentichiamo, comunque, che esistono alcune eccezioni: le tartarughe d'acqua dolce dell'America Settentrionale sono in grado di nuotare anche sotto il ghiaccio che ricopre i laghi. In particolare, la testuggine-lira riesce persino a mantenere la temperatura corporea al di sopra di quella ambientale. Certi esemplari di questa specie sono stati catturati al largo delle coste occidentali della Scozia.
Il rettile che corrisponderebbe maggiormente alle descrizioni di 'Nessie' sarebbe il pleiosauro: anteriore al celacanto, non ha lasciato fossili da più di 70 milioni di anni, ma non è mai scomparso (benchè la specie sia stata ritenuta estinta) da certe fosse dell'Oceano Indiano!
Non è inconcepibile che un animale di questo genere abbia potuto adattarsi alle rigide condizioni del Loch Ness. I rettili e i mammiferi dell'era secondaria avevano pelle impermeabile e il oro apparato respiratorio comprendeva sia polmoni sia un sistema che assicurava una certa libertà di azione sottomarina.
La pista del mammifero sembra tuttavia la più probabile. La maggior parte delle foche, per esempio, si trova a suo agio anche in acque con temperature molto basse. Perchè, quindi, la creatura del lago non potrebbe essere una specie di foca dal collo lunghissimo? Ma con questa ipotesi si scontra la valida opposizione costituita dal problema della riproduzione: le foche si accoppiano sulla terraferma, dove allevano i loro piccoli. Inoltra hanno bisogno di emergere regolarmente per respirare.
Il 'mostro' sarebbe allora un pesce? A parte ogni altra considerazione, ciò potrebbe spiegare le rare comparse in superficie e il tipo di riproduzione discreta. Sfortunatamente, la maggior parte delle testimonianze non descrive 'Nessie' come qualcosa di simile a un pesce. Dal canto loro, gli abitanti della regione del Loch Ness asseriscono che potrebbe trattarsi di un anguilla gigante, di specie sconosciuta. E, in effetti, i rilevamenti effettuati per mezzo del sonar possono suggerire movimenti paragonabili a quelli delle anguille.
Si è anche notato che le apparizioni avvengono preferibilmente in superficie, quando le acque sono calde, il che può perfettamente corrispondere al comportamento di un pesce da fondale.
Che cosa rileviamo da alcuni negatici presi dal dottor Rines? E' innanzitutto evidente il fatto che la famosa pinna romboidale non appartiene a nessuna specie conosciuta, il che ha spinto lo studioso Peter Scott a battezzare la presunta creatura col nome di Nessiteras rhombopteryx. Ma, se veramente si tratta di una pinna, deve essere completamente inadatta alla propulsione!
Questo particolare incoraggia i fautori dell'ipotesi ittica, anzitutto perchè i pesci si spingono in avanti con la coda, non con le pinne. Inoltre, è stato trovato in Australia un pesce, un diploo (o pesce polmonato), dotato di una pinna rigida paragonabile a quella di 'Nessie', di cui si serve però soltanto per gli spostamenti effettuati strisciando sul fondo marino.
In effetti, ognuna di queste piste, che potrebbe portare a una soluzione dell'enigma, solleva più problemi di quanti non ne risolva. Se si trattasse di un anfibio, come ha fatto ad arrivare nel lago? Se si tratta di un rettile, come fa a sopportare la temperatura rigida? Se si tratta di un mammifero, perchè lo si vede tanto poco? Se si tratta di un pesce, perchè presenta tanti strani aspetti?
A tutte queste domande, avremo un giorno una risposta?
E se invece non ci fosse niente a cui rispondere...?
Fine.
LOCHNESS 1a Parte -
LOCHNESS 2a Parte -
LOCHNESS 3a Parte
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